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L'estate di San Martino: una leggenda popolare

E’una delle più famose date della storia della meteorologia, quella dell’11 Novembre, in quanto è legata alla celebre “Estate di San Martino”, un periodo mite che interrompe la discesa verso l’inverno.

Essa è legata alla legenda del Santo, che divise in due il mantello per coprire un povero mendicante nudo e freddoloso. Il Signore “ricompensò” il mendicante inviando un clima mite e temperato quando oramai esso volgeva al freddo dell’inverno incipiente. E’probabile che la leggenda risalga a tempi antichissimi e che sia nata dopo la morte del Santo, nella seconda decade del mese di Novembre, contrassegnata da un insolito periodo di bel tempo e mitezza.

Tralasciando le teorie legate all’Estate di San Martino, esaminando gli estratti dagli archivi della meteorologia e consultando le mappe della climatologia media del periodo tra l’ 11 e il 20 Novembre, tra il 1968 e il 2012, si è riscontrato un sorprendente fondo di verità.

L’Estate di San Martino sembrerebbe essere qualcosa di più di un detto popolare, in quando durante questo periodo regolarmente (ad eccezione di sporadiche eccezioni) si nota un notevole rinforzo dell’anticiclone delle Azzorre, che protegge la nostra penisola e gran parte dell’Europa centro-meridionale dalle perturbazioni in arrivo dall’oceano Atlantico, regalando una fase estremamente gradevole per il periodo su molte di queste nazioni.

Quest'anno tale periodo è coinciso con l'arrivo della prima vera saccatura di stampo quasi invernale; infatti un la discesa di correnti fredde in arrivo dal Nord Europa ha determinato la formazione di un intenso vortice ciclonico mediterraneo, il quale ha recato forti condizioni di maltempo su tutta la nostra penisola. Le temperature sono diminuite sensibilmente, dopo una lunga fase di temperature al di sopra della norma stagionale che ha classificato il mese di ottobre come il quarto più caldo dal 1880.

E’evidente quindi che l’Estate di San Martino presenta un fondo di verità abbastanza inaspettato, ma che emerge chiaramente dalla media delle mappe bariche dell’ultimo trentennio, una regola che non sempre viene rispettata.