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Le trombe marine, un fenomeno tipico di inizio autunno

Siamo oramai entrati nel primo mese dell’autunno meteorologico e le condizioni atmosferiche stanno gradualmente assumendo i caratteri tipici della nuova stagione. Il sole cala prima all’orizzonte, le calde giornate d’estate lasciano strada all’incipiente frescura notturna. Le terre emerse, dopo aver accumulato il calore estivo, tendono pian piano a raffreddarsi e le perturbazioni prima timidamente e poi in maniera sempre più convincente interessano un po’ tutte le nostre regioni dopo la lunga pausa estiva. La superficie marina, invece, tende a conservare più a lungo l’energia assorbita durante la stagione estiva sottoforma di calore latente e grazie alle sue alte temperature fornisce notevole energia ai sistemi nuvolosi in apparenza di scarsa consistenza, portando contrasti d’aria che poi sono all’origine dei moti vorticosi che si generano a mare: le trombe marine.

Queste trombe marine sono dette “waterspout” e sono tipiche dell’Italia e dell’Europa. Esse si formano generalmente a largo però capita, seppur sporadicamente, che forti temporali a supercella si spostino fin verso la terraferma, provocando danni significativi a persone o cose. In queste circostanze, alla base della tempesta, si formano delle potenti trombe marine, dette “tornadiche”. La loro genesi è identica a quella dei forti tornando e i loro effetti sono altrettanto devastanti per le zone costiere. All’occhio la tromba marina appare come una nube a forma d’ imbuto che può raggiungere la superficie dell’acqua. All’interno dell’imbuto la pressione è molto bassa e questo provoca il risucchio dell’acqua che inizia a ruotare a velocità che arriva fino a 100km all’ora.

Le trombe marine si formano con maggiore frequenza sui mari caldi con temperature generalmente superiori ai 25°C (ad esempio il Mediterraneo) e nelle zone delle calme equatoriali, cioè dove sono più alte le probabilità di formazioni nuvolosi temporaleschi. In zone con acque fresche, sono piuttosto rare e quando si formano generano più sorpresa e meraviglia che spavento data la loro scarsa dimensione. Esse sono frequenti soprattutto tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno. In Italia le zone più battute da questo fenomeno sono il Friuli, la costa meridionale abruzzese, lo stretto di Messina, la costa laziale, ligure e toscana.

Le trombe marine rappresentano ovviamente un pericolo per le imbarcazioni, in quanto non sono prevedibili essendo fenomeni di breve durata e di piccola estensione. Possono avere movimenti imprevedibili, possono viaggiare velocemente, oppure sembrare quasi stazionarie e quindi più facilmente evitabili. Non è detto che la direzione della tromba sia quella del vento dominante. Utile per capire se il turbine si sta avvicinando all’imbarcazione è quello di controllare il barometro, perché il passaggio del vortice è caratterizzato da una forte e repentina caduta della pressione atmosferica nella misura di 1-3hPa al secondo.

L’arrivo di una circolazione molto fresca nord europea, nei primi giorni di settembre, ha favorito la formazione di numerose trombe marine, soprattutto sulle regioni centro-meridionali, dove i contrasti sono stati più accesi tra l’aria fresca in arrivo e il mare caldo. Il litorale laziale, campano e quello calabro lucano hanno sfornato una serie di suggestivi vortici a mare, i quali hanno attirato l’attenzione di numerosi testimoni, che hanno subito diffuso le immagini sui social network.